filigrana’s posterous

 

In novembre, il mare...

L'autunno sul mare
è un incontro di nuvole e vento
così a lungo atteso
che incendia fili di rame
e spari di fucile
rimbombano nel cuore della terra.

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Ti pare poco?

"L'essere di cui abbiamo un'esperienza immediata non è che un fenomeno che appare sugli altri, mentre l'essere che conosciamo mediante ciò che appare, in sè, non è immediatamente esperibile" ( K. Jaspers in "La casa di psiche" di U. Galimberti)

Sono arrivata fin qui. Ti pare poco?
Da dove non saprei con precisione. Seduta su una sedia a quattro ruote davanti a questo schermo luminoso, nella stanza lasciata da mio figlio, al quarto piano di una casa dotata di ascensore, il mare a pochi passi che ruggisce, intorno alle ventidue, ora legale, una sera d'ottobre mediamente autunnale.
Il viaggio non è stato breve nè sicuro. Le mappe inesistenti, le rotte casuali e la destinazione sempre incerta.
Ho dovuto attraversare miliardi di stelle, sperando di trovare quella giusta. Mi sono adattata alle ere geologiche e alle variazioni climatiche, mangiando quel che c'era.
Sono sopravvissuta per caso a meteoriti e diluvi universali, nascosta come un baco nella stiva, vestita di pelliccia e poi di pelle, tenera, liscia, quella che ami accarezzare distrattamente, senza considerare quante ossa disseminate in giro ho dovuto abbandonare per averla.
Potevo non sentire la gioia di camminare sotto la pioggia verso sera e la malinconia di calpestare le foglie morte che torneranno a primavera.
Certo, potevo avere qualche grano in più di fantasia per oppormi alla tirannia della ragione che spiega e calcola e produce. Forse qualcuno lo farà dopo di me.
Potevo non esserci e nessuno avrebbe notato la mia assenza. Invece sono qui, così, senza necessità e senza colpa, moltiplicata, mille volte eccedente quel che sono.

E tu, credi ancora di conoscermi?

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Joelle

Joelle è un'amica.
Dipinge.
A lei non servono le parole.
E nemmeno a me.

     
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La caffettiera rossa


La caffettiera rossa
è sempre in vista
nella mia cucina
pronta per l'uso.

Anche la miscela del caffè
è della stessa rossa qualità
come di notte, dietro una tendina,
la brace di una sigaretta

accesa

sul fornello la mattina
sprigiona serpentelli di vapore
borboglia gorgotta ritornella
in crescendo spumoso al marron glaçè

tro-tro-tro-tro  co-co-co-dè.

Arrivederci a dopo il 20 di agosto.

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Questa volta non a me

Quando squilla il telefono all'una di notte non sono mai buone notizie.
Scatti sul letto col cuore che comincia a pulsare nel petto come un cavallo impazzito.Ronzano le orecchie, la gambe tremano.
Il primo pensiero va a lui.
E' uscito dopo cena con gli amici.
Erano in quattro.
In macchina.
Andavano a una festa fuori città.

Poteva essere una tragedia.
Potevamo piangere quattro diciottenni finiti in una scarpata su una strada di campagna in una notte di novembre col vento cha pareva un uragano.

E invece, per fortuna, per caso, per fatalità, per destino, per miracolo... c'era un pino.
Un vecchio e storto pino marittimo, uno degli unici due che affondavano le radici in quel dirupo e che ha fermato la caduta dell'auto.
I ragazzi non si sono fatti niente,solo R. ha riportato la frattura delle clavicola.
L'auto distrutta. Un rottame recuperato con la gru.

Questa volta non a me.

OGNI CASO
Poteva accadere.
Doveva accadere.
E' accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E' accaduto non a te.

Ti sei salvato perchè eri il primo.
Ti sei salvato perchè eri l'ultimo.
Perchè da solo. Perchè la gente.
Perchè a sinistra. Perchè a destra.
Perchè la pioggia. Perchè un'ombra.
Perchè splendeva il sole.

Per fortuna là c'era un bosco.
Per fortuna non c'erano alberi
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull'acqua galleggiava un rasoio.

In seguito a, poichè,eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano,una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.

Dunque ci sei?Dritto dall'attimo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c'è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il cuore.

(Wislawa Szymborska)

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Pessoa

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Valmasque


Gli ultimi raggi di sole scendono sulle acque del Lago Verde, increspate dal vento, e ne accendono i riflessi di smeraldo.

Abbiamo raggiunto il Rifugio Valmasque,m 2.221, Alpi Marittime Francesi, punto d'arrivo e di partenza dei "randonneurs" che percorrono il circuito della Valle delle Meraviglie nel Parco Nazionale del Mercantour.

Il rifugio si affaccia sul lago e può ospitare fino a 52 persone.Stasera ci sono 50 posti prenotati, praticamente completo.Dormiremo (si fa per dire), su due file di tavolacci stipati "cume anciue int'e l'arbanela" in una camerata senza luce con i servizi all'aperto!
- Peggio che in caserma- brontola Marco dopo aver constatato che per giunta ci sono toccati i posti nella fila superiore accessibili per mezzo di una scaletta verticale che per raggiungerla devi passare sopra il corpo del vicino! Però è stato previdente.Si è portato la pila da speleologo, quella con l'elastico che gira intorno alla testa e posiziona  la luce al centro della fronte.
Gli dico che questa escursione non va affrontata come una gita abituale.

Qui stiamo intraprendendo una sorta di rito iniziatico. Come gli induisti e i buddisti compiono il periplo del Kailash in Tibet, noi ripercorriamo i sentieri che 5.000 anni fa attraversarono le popolazioni di pastori, provenienti dai territori circostanti, per portare le greggi sugli alpeggi montani e rendere il culto alle divinità della montagna, del cielo, delle acque, che ruota attorno alle due entità principali: il dio Toro, signore del fulmine, e la dea madre Terra.

Questi luoghi sono permeati di una magia che traspira dalle rocce levigate dai ghiacciai del quaternario e sulle quali sono scolpite circa 40.000 incisioni che raffigurano animali con le corna, figura umane di carattere religioso, armi, forme geometriche, che fanno di questo sito un santuario della protostoria.

Dal rifugio di Valmasque ( Valle della Strega, che la tradizione vuole essere frequentata dalla strega Ravelli, dopo la sua cacciata da Tenda), il sentiero costeggia i tre laghi: Lago Verde,Lago Nero, Lago del Basto per raggiungere la Baisse de Valmasque a quota 2.549 m e discendere poi nella Valle delle Meraviglie dove si trova il sito più consistente delle incisioni rupestri.


Oggi è sorvegliato da un drappello di giovani ed efficienti guarda-parco che piombano addosso agli escursionisti per avvisarli di non allontanarsi dai sentieri, non toccare le incisioni, mettere i gommini alle punte di metallo delle bacchette.

La fatica delle tante ore di cammino è presto dimenticata quando si ammira la maestosità spoglia  e sobria dei rilievi rocciosi,la straordinaria varietà di forme del paesaggio, quando ci si lascia sorprendere dalla comparsa improvvisa di marmotte, camosci, stambecchi, quando si riposa  tra i rododendri fioriti sull'erba umida e si ascolta , come una preghiera, il gorgogliare dell'acqua di un ruscello.

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Pessoa

 

Ho incontrato Pessoa a Lisbona, davanti al caffè " A Brasileira" in rua Garrett, al Chiado.

Se ne stava seduto a un tavolino, immobile,lo sguardo fisso, tutto vestito di nero, col cappello in testa.

Era una statua di bronzo.

Mi sono seduta accanto a lui su una sedia di bronzo, messa lì non a caso.

Ha sussurrato:

"Noto che, pur tante volte allegro,tante volte contento, sono sempre triste.

E ciò che in me verifica questo è dietro di me,

come se si sporgesse sul mio appoggiarmi alla finestra,

e osserva da sopra le mie spalle,

o persino da sopra la testa,

con occhi più intimi dei miei,

la pioggia lenta, ormai un po' ondulata,

che filigrana di movimento l'aria grigia e uggiosa."

Le nuvole passavano e continuavano a passare nel cielo di Lisbona.

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Il Funambolo

Richiuse frettolosamente il suo campionario di pietre preziose, pietre dure, brillanti, opaline, di madreperla.
Il tempo propizio al dialogo era scaduto.
Ritornò nel circo là fuori, tra animali addomesticati, ballerine, trapezisti,clown, buffoni, fenomeni da baraccone.
Indossò il costume da funambolo e riprese il suo numero di equilibrismo sulla corda tesa nel vuoto, senza rete di protezione.
Tutti applaudivano.
Non c'era mano che sostenesse, parola che incoraggiasse, sguardo sorridente che allontanasse la paura.
Doveva cavarsela da solo, così com'era, stralunato, sottosopra, più confuso di prima.
La Luna ebbe pietà, si avvicinò e gli permise di appoggiare la lunga asta che lo teneva in equilibrio sulle sue spalle candide.

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La ciollula

La ciollula ragiva nella nottula
allampando il tropa corcistante
lucifera lampara imntermittente
in cerca tomentanea d'un'amorula
allignò in uno strepido gnagnetto
che la cocchiuse nella sua gnagnuffa
e  lì rimò, la gnagnura ciolluffa.

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