In novembre, il mare...
è un incontro di nuvole e vento
così a lungo atteso
che incendia fili di rame
e spari di fucile
rimbombano nel cuore della terra.
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La caffettiera rossa
è sempre in vista
nella mia cucina
pronta per l'uso.Anche la miscela del caffè
è della stessa rossa qualità
come di notte, dietro una tendina,
la brace di una sigarettaaccesasul fornello la mattina
sprigiona serpentelli di vapore
borboglia gorgotta ritornella
in crescendo spumoso al marron glaçètro-tro-tro-tro co-co-co-dè. Arrivederci a dopo il 20 di agosto.
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Quando squilla il telefono all'una di notte non sono mai buone notizie.
Scatti sul letto col cuore che comincia a pulsare nel petto come un cavallo impazzito.Ronzano le orecchie, la gambe tremano.
Il primo pensiero va a lui.
E' uscito dopo cena con gli amici.
Erano in quattro.
In macchina.
Andavano a una festa fuori città.
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Qui stiamo intraprendendo una sorta di rito iniziatico. Come gli induisti e i buddisti compiono il periplo del Kailash in Tibet, noi ripercorriamo i sentieri che 5.000 anni fa attraversarono le popolazioni di pastori, provenienti dai territori circostanti, per portare le greggi sugli alpeggi montani e rendere il culto alle divinità della montagna, del cielo, delle acque, che ruota attorno alle due entità principali: il dio Toro, signore del fulmine, e la dea madre Terra.
Questi luoghi sono permeati di una magia che traspira dalle rocce levigate dai ghiacciai del quaternario e sulle quali sono scolpite circa 40.000 incisioni che raffigurano animali con le corna, figura umane di carattere religioso, armi, forme geometriche, che fanno di questo sito un santuario della protostoria.
Dal rifugio di Valmasque ( Valle della Strega, che la tradizione vuole essere frequentata dalla strega Ravelli, dopo la sua cacciata da Tenda), il sentiero costeggia i tre laghi: Lago Verde,Lago Nero, Lago del Basto per raggiungere la Baisse de Valmasque a quota 2.549 m e discendere poi nella Valle delle Meraviglie dove si trova il sito più consistente delle incisioni rupestri.
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Ho incontrato Pessoa a Lisbona, davanti al caffè " A Brasileira" in rua Garrett, al Chiado.
Se ne stava seduto a un tavolino, immobile,lo sguardo fisso, tutto vestito di nero, col cappello in testa.
Era una statua di bronzo.
Mi sono seduta accanto a lui su una sedia di bronzo, messa lì non a caso.
Ha sussurrato:
"Noto che, pur tante volte allegro,tante volte contento, sono sempre triste.
E ciò che in me verifica questo è dietro di me,
come se si sporgesse sul mio appoggiarmi alla finestra,
e osserva da sopra le mie spalle,
o persino da sopra la testa,
con occhi più intimi dei miei,
la pioggia lenta, ormai un po' ondulata,
che filigrana di movimento l'aria grigia e uggiosa."
Le nuvole passavano e continuavano a passare nel cielo di Lisbona.
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