L'aria odorava

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L'aria odorava di fuoco appena spento,
fuoco di carta o di paglia, forse di legno,
fuoco però domestico
anche se si spargeva in tutta la città
nel vecchio centro.
Non essere felici dentro quell'aria
pareva un sacrilegio. Il solito rumore
si acquietava, la strada
che mi portava a casa era nel giusto,
deserta per un po' e poi animata.
Non era caldo, ma non era freddo.
Sembrava primavera. Anzi lo era.

Patrizia Cavalli - Pigre divinità e pigra sorte -

21 marzo: Giornata della Poesia

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 Wislawa  Szymborska

IL  BALLO    

Finché non si sa ancora nulla di certo,
non essendo arrivati segnali,

finché la Terra continua a essere diversa
dai pianeti più vicini e più lontani,

finché non c'è neanche l'ombra
di altre erbe onorate dal vento,
di altri alberi incoronati,
di altri animali dimostrati come i nostri,

finché non c'è eco, tranne quella del posto,
capace di parlare con le sillabe,

finché non si hanno nuove
di mozart migliori o peggiori,
di edison o platoni in qualche luogo,

finché i nostri crimini
possono rivaleggiare soltanto tra loro,

finché la nostra bontà
per adesso non è ancora simile a nessuna,
ed è eccezionale perfino nell'imperfezione,

finché le nostre teste piene di illusioni
passano per le uniche teste piene di illusioni,

finché solo dalle nostre volte palatine
si levano grida agli alti cieli -

sentiamoci ospiti speciali e distinti
nella balera del posto,
balliamo al ritmo dell'orchestrina locale
e ci sembri pure
che sia il ballo dei balli.

Non so agli altri -
per essere felice e infelice
a me basta e avanza  questo:

una dimessa provincia 
dove anche le stelle sonnecchiano
e ammiccano nella sua direzione
non significativamente.

Tomas  Tranströmer

Haiku 

Guarda, sto seduto
come una barca sulla riva.
Qui sono felice.

La Bambina di neve - Snegurocka

The-snow-maiden

La Bambina di Neve è un'antica fiaba russa. Il suo nome in origine è Snegurocka, la figlia del Gelo e della Primavera...

"C'era una volta nella gelida Russia una coppia di anziani coniugi che vivevano felici nella loro casupola nella foresta. Il loro unico rammarico era di non aver avuto figli. Un giorno d'inverno, dopo un'abbondante nevicata, uscirono in giardino e con la neve fresca e soffice, modellarono un pupazzo somigliante a una bambina. Come per magia il pupazzo si anima, diventa una bambina vera in carne e ossa. La bambina di neve, alla quale viene dato il nome di Fiocco di Neve, trascorre  tutto l'inverno nella capanna con la vecchia coppia che la cresce come una figlia e la vede diventare sempre più bella. La sua pelle è bianca come la neve, gli occhi blu come i non-ti-scordar-di-me, i capelli d'oro lunghi e fluenti.
Quando giunge la Primavera a illuminare e scaldare la terra e la neve comincia a far posto all'erba verde, Fiocco di Neve diventa triste. Non gioca più con i compagni e si nasconde all'ombra dei salici. E' felice soltanto quando il temporale ricopre la terra di chicchi bianchi di grandine.
Passa anche la Primavera e arriva la notte di San Giovanni, la festa più importante dell'anno, quando le fanciulle escono la sera e si incontrano nel bosco per ballare e cantare attorno al fuoco.
Anche Fiocco di Neve, sebbene a malincuore, partecipa alla festa insieme alle amiche, ma quando è il suo turno di saltare sul fuoco, si ode un lamento, un pianto sempre più forte. Le ragazze si guardano intorno,cercando Fiocco di Neve, ma lei non c'è più. Si è sciolta per sempre al calore delle fiamme. La cercano nella foresta per molti giorni, ma di lei non è rimasta nessuna traccia. Ogni anno però, con la prima neve dell'inverno, la bambina ritorna alla capanna nella foresta a far visita agli anziani genitori e rimane con loro fino all'estate."

A questa fiaba Eowin Ivey  si è ispirata per scrivere il suo romanzo d'esordio "La bambina di neve", che in pochi mesi è già diventato un bestsellers internazionale.

Anche a Mauro Corona, quando ha scritto "Storia di Neve", non doveva essere estranea questa fiaba.

Rivolgiamoci ai poeti

Montagna_innevata

Scrive Claudio Magris sul Corriere della Sera di oggi:

"La poesia non dà informazioni sui fatti, sulla crisi economica,sulle leggi che regolano i matrimoni, le pensioni o l'assistenza sociale, ma dice come gli uomini vivano tutto questo; dice come i grandi numeri della disoccupazione, del disagio sociale o delle ideologie in crescita o in declino si calino nell'esistenza degli individui, diventino la loro quotidianità, la loro carne e il loro sangue.
La poesia dice la verità della realtà più vera, più corposa e concreta: la vita di ogni singolo individuo. Dice come egli ama, soffre,desidera, protesta,spera, incontra o fugge gli altri individui. Se vogliamo capire cosa è stata veramente la storia d'Italia dell'ultimo secolo, non basta sapere cosa ha fatto Mussolini, De Gasperi o Agnelli; D'annunzio o Pasolini- per citare a caso due esempi rilevanti- ci fanno toccare con mano cos'è stata questa storia, con le sue trasformazioni e i suoi subbugli, nella vita concretissima dei sensi, dei sogni, delle speranze, delle disillusioni degli uomini.
....Per conoscere il nostro tempo - per conoscerci, per sapere come abbiamo vissuto o non vissuto, come la Storia si sia intrecciata ai nostri amori, alle nostre pulsioni, ai nostri bisogni intimi e fondamentali- occorre rivolgersi ai poeti."

Auguro a tutti che tra i propositi per l'anno nuovo, vi sia l'intento di ascoltare e approfondire il linguaggio della POESIA.

"Era una notte d'inverno e nevicava 
sugli alberi neri. La strada verso casa
era coperta di polvere bianca, così
immacolata che mi prese come una pena
di calpestare quel candore,
cancellare col mio passo
l'immensa perfezione della neve.
Rasentai il ciglio della via per lasciare
intatto quel dono del cielo."  
(F.L.)

Assenzio

Autunno_2011_057

ASSENZIO   

La deserta stagione
nell'acqua dei cortili
le sue gioie scompone
precipita dai clivi.

Verso i monti delle alpi
torna azzurro ed assenzio
di venti,torna ai campi
la sagra del silenzio.

E il tuo freddo rimpianto
sta sui vacui confini
contro il purpureo vanto
dei mosti e dei giardini

mentre l'astro crudele
dalle attardate sfere
rigèrmina e fedele
cresce nel suo potere.

Sigillo augusto, degna
fine,voto profondo,
spada che a morte segna
per sempre il cielo e il mondo,

delle tenebre alunno
che impietrisci l'aurora!
Nell'ombra dell'autunno
il chiuso bosco odora.

Da "Dietro il paesaggio" Andrea Zanzotto

Signori, ancora del tè

Ho perso ormai molte cose di me,anche se non mi sento più leggera,
mi rimane però il gusto di camminare sotto la pioggia verso sera  
guardare, nella luce gialla dei lampioni, la trama verticale delle gocce
che schiudono piccoli cerchi nell'acqua nera delle pozze
- calpesto una foglia secca ingoiata da un tombino -
mentre mi viene incontro il mare come un bambino
che si diverte a scavare gallerie e poi le fa crollare ridendo sulla riva.

Intanto, anche col maltempo,
una polveriera solca l'orizzonte
cammuffata da nave da crociera.

Tomas Tranströmer - Premio Nobel per la Letteratura 2011

Lione_16-10-10_145

TEMPORALE

Passando, s'incontra all'improvviso qui la vecchia 
quercia gigantesca, alce pietrificato dalla
chioma sconfinata sulla fortezza nero-verde
del mare di settembre.
Temporale del nord, è il tempo in cui maturano
grappoli di nespole. Vegliando al buio si sentono
scalpitare le costellazioni alle loro poste
in alto sopra l'albero.

Tomas Tranströmer

Reclusa

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Ho saputo dall'amministratore condominiale
che l'inquilina del piano interrato ha deciso di traslocare.
Non posso darle torto, faceva una vita da reclusa
appesa giorno e notte a una lampadina accesa.

Così ha pensato di farla finita, 
ha comprato un camper ed è partita,
adesso sarà già lontano, oltre la frontiera,
in un posto al sole, in una terra straniera.